Dal 2023 la tassazione delle criptovalute in Italia è stata definita in modo organico dalla Legge 197/2022. Vediamo cosa cambia nel 2026.
Nuova aliquota 2026: 33%
Dal 1° gennaio 2026, l'aliquota sull'imposta sostitutiva da plusvalenza crypto sale dal 26% al 33%. Inoltre, la franchigia di 2.000€ (presente nel 2025) viene abolita.
Quando si genera plusvalenza tassabile
- Vendita crypto contro EUR/USD
- Conversione tra crypto di natura diversa (BTC→ETH)
- Acquisto di beni o servizi con crypto
- Staking rewards: redditi diversi al 33%
- Airdrop: ricavi tassabili al ricevimento (al fair market value)
Quando NON si tassa
- Trasferimenti tra wallet propri
- Conversione tra stablecoin equivalenti (USDT↔USDC)
- Mantenimento (HODL) senza vendita
Dichiarazione obbligatoria
- Quadro RT: per la plusvalenza realizzata
- Quadro RW: per il monitoraggio fiscale (anche se non vendi mai)
Obbligo RW: anche se non guadagni
Se detieni crypto su exchange esteri o wallet self-custody, devi compilare il quadro RW anche se non hai venduto nulla. Sanzioni dal 3% al 15% del valore non dichiarato.
Affrancamento del costo
È possibile pagare un'imposta sostitutiva del 14% per "affrancare" il valore delle crypto al 1° gennaio. Questo azzera le plusvalenze pregresse: utile se hai comprato a prezzi molto bassi.
Esempio pratico
Compri 1 BTC a 25.000€ nel 2024, vendi a 60.000€ nel 2026:
- Plusvalenza: 35.000€
- Imposta 33%: 11.550€
- Netto: 23.450€