Lavorare all'estero da dipendente è una situazione sempre più comune. La regola fiscale dipende da molti fattori: residenza, durata, paese di destinazione, presenza di convenzioni.
Residente fiscale Italia vs estero
Sei residente fiscale in Italia se per la maggior parte dell'anno (183+ giorni):
- Sei iscritto all'anagrafe italiana
- Hai il domicilio in Italia (centro affari/affetti)
- Hai la dimora abituale in Italia
Iscriversi all'AIRE
Per perdere la residenza italiana devi iscriverti all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) presso il consolato. Solo l'AIRE NON basta: serve anche dimostrare di vivere effettivamente all'estero.
Lavoratore frontaliero
Chi vive in Italia ma lavora ogni giorno in un paese confinante (Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, Vaticano, San Marino, Monaco) ha un regime fiscale agevolato:
- Convenzione bilaterale Italia-Paese
- Per la Svizzera: nuova convenzione 2024 con tassazione concorrente
- Tassazione preferenziale, no doppia imposizione
Distacco breve all'estero (dipendente italiano)
Se la tua azienda ti distacca all'estero per meno di 183 giorni:
- Resti residente fiscale italiano
- Continui a pagare IRPEF in Italia
- L'azienda continua a versare contributi INPS
- Eventuali esenzioni in caso di doppia imposizione
Distacco lungo (oltre 183 giorni)
Per distacchi superiori a 6 mesi può applicarsi il regime delle retribuzioni convenzionali (art. 51 TUIR comma 8-bis): tassazione su valori convenzionali invece che reali, generalmente più bassi. È una grande agevolazione per chi lavora all'estero per periodi prolungati.
Tornare in Italia: regime impatriati
Vedi guida dedicata al Regime Impatriati: detassazione 50-90% per chi torna a vivere in Italia.